Oggi, cari lettori, ci spostiamo in Sicilia. Bellissima terra italiana, ricca di storia e di bellezze naturali e artificiali. C’è una leggenda in particolare riguardante un luogo che ancora oggi attrae tantissimi turisti. Si tratta della Fonte di Aretusa.

In Arcadia, antica regione della Grecia, nacque Alfeo, figlio di Oceano e Teti. Un abilissimo cacciatore, che si dedicava con tutto sé stesso a questa grande passione, rifiutando anche le più belle donne che perdevano la testa per lui. Non c’era spazio tra i suoi pensieri per l’amore. Un comportamento non visto di buon occhio dalla Dea dell’amore, Venere, che decise di chiedere aiuto a suo figlio Cupido, per cercare di porre fine a questo assurdo comportamento di Alfeo. Cupido comparve in sogno al giovane cacciatore, che era in procinto di partire per Siracusa e disse allo stesso: “nella terra siciliana troverai un gran numero di quaglie e altri meravigliosi uccelli da cacciare e anche una bellissima sorpresa”.

Durante il viaggio Alfeo pensò continuamente alle parole di Cupido ed era ansioso non solo di cacciare, ma anche di scoprire la grande e bellissima sorpresa che lo attendeva. Sbarcato in Sicilia non perse tempo e cominciò a cacciare, ma tra i tanti uccelli che svolazzavano dinanzi ai suoi occhi, uno in particolare attirò la sua attenzione. Era una quaglia tutta d’oro. Prese la mira con il suo arco e scagliò la freccia. La quaglia cadde al suolo e in un istante si trasformò in una bellissima ninfa, adagiata in una grande vasca d’argento. Una ninfa così bella da far innamorare di colpo Alfeo che in ginocchio cominciò ad adorarla.

Ma la bellissima ninfa, rossa dalla vergogna, cercò di coprire le sue nudità e disse al giovane cacciatore che era Aretusa, ninfa di Artemide alla quale aveva fatto voto di castità. Inoltre, invitò il giovane ad andare via, per evitare l’ira della Dea. Ma, l’innamorato Alfeo non ascoltò le parole della ninfa e rifiutò di allontanarsi, dicendo di preferire l’ira della Dea al solo fatto di perdere di vista tanta bellezza. Aretusa cominciò a scappare, quasi impaurita dalle parole d’amore che il giovane le indirizzava, ma fu subito raggiunta. La ninfa spaventata invocò più volte la Dea, che intervenne trasformandola in una bellissima fonte di limpida e fresca acqua. Alfeo decise di chiedere aiuto a suo padre Oceano, supplicandolo di trasformarlo in un fiume, così da potersi fondere con la fonte. Il suo desiderio fu esaudito e i due poterono così stare insieme per sempre.