Oggi cari lettori vorrei raccontarvi una leggenda che riguarda il vino, bevanda amata da tutti e perfetta accompagnatrice di prelibati pasti e speciali occasioni.

Si narra che Martino era un grande bevitore: era solito tornare a casa letteralmente ubriaco. Questo accadeva quasi tutti i giorni. La moglie proprio non accettava tale situazione e ogni volta che il marito tornava a casa litigavano animatamente. Una sera Martino, ubriaco come al solito, decise di non rientrare a casa, evitando così altri tafferugli, per non dare ulteriore dispiacere alla moglie in procinto di partorire. Decise così di passare la notte dormendo vicino ad una botte della sua cantina dove aveva bevuto il tanto amato vino.

Una notte davvero fredda, la neve scendeva giù come non mai e il povero Martino morì congelato, accanto alla grande botte. Intanto, la moglie si disperava perché non vedeva tornare il marito a casa. Il tempo passava, ma del povero Martino nessuna traccia. Un giorno, la donna travasando il vino dalla grande botte in cantina, si accorse che la qualità dello stesso era nettamente migliore: un vino di ottima qualità, che si autoriproduceva, rendendo la botte sempre stracolma di un vino eccellente. Una notizia che subito passò di bocca in bocca, arrivando a tutte le orecchie degli abitanti del paese. Per tutti si trattava di un vero e proprio miracolo. Anche il parroco si recò in quella cantina e proprio lui trovò, dietro la botte, il corpo senza vita del povero Martino. Ma, una cosa straordinaria era successa: da corpo era nata una vite, che andava a finire proprio nella botte che produceva in autonomia quell’ottimo vino.

Ecco perché, San Martino è considerato il protettore del vino in Abruzzo.